Misure finanziarie per imprese e professionisti previste dai Decreti anti Covid19

Per far fronte all’emergenza economica e sanitaria causate dal Coronavirus il Governo ha, recentemente, adottato misure finanziarie a sostegno delle imprese e professionisti.

L’obiettivo è quello di proteggere la salute dei lavoratori con la messa in sicurezza degli ambienti e degli strumenti di lavoro oltre a ridurre i costi per l’esercizio dell’attività economica come, ad es.: i canoni di locazione degli immobili strumentali.

Per questo sono state introdotte nei diversi Provvedimenti del Governo (Cura Italia, Liquidità e Rilancio) le agevolazioni fiscali.

Il “Decreto Rilancio” ha introdotto la possibilità di cedere alcuni crediti d’imposta riconosciuti dai suddetti provvedimenti che riguardano:

  • botteghe e negozi, riconosciuto ai soggetti esercenti attività d’impresa, per l’anno 2020, nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, per gli immobili rientranti nella categoria catastale C/1;
  • credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 19 maggio 2020, nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone riferito ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020, in caso di contratti di locazione, leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo;
  • credito d’imposta per contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, spettante nella misura del 30% dei relativi canoni;
  • credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore, in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro;
  • credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del “Terzo settore” e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

A decorrere dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del Decreto Rilancio) e fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta sopra elencati possono, in luogo dell’utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

I cessionari utilizzano il credito ceduto in compensazione.

Il credito d’imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente.

La quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

La cessione del credito non pregiudica i poteri delle competenti Amministrazioni relativi al controllo della spettanza del credito d’imposta e all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni nei confronti dei soggetti beneficiari.

I soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto. In altri termini, sarà il soggetto cedente a rispondere ad eventuali contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria sulla spettanza del credito oggetto della cessione.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno definite le modalità attuative delle disposizioni in argomento, comprese quelle relative all’esercizio dell’opzione , da effettuarsi in via telematica.