BREVI APPUNTI SUL DECRETO RISTORI

Il Consiglio dei Ministri del 27 ottobre ha approvato il cd. “Decreto Ristori” (Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137) che introduce nuove misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da COVID-19.

Il decreto approvato prevede misure di intervento per circa 5 miliardi cui 2,4 miliardi di contributi a fondo perduto ed € 1,6 miliardi per la proroga della cassa integrazione fino al 31 gennaio 2021.

Lo scopo del decreto è quello di dare risorse immediate a beneficio delle categorie degli operatori economici e dei lavoratori che vengono coinvolti dalle misure restrittive adottate dal governo quali ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, ma anche teatri, cinema, palestre e piscine, ecc.

Gli stanziamenti così come previsti secondo le tipologie dettate dal codice ateco creano qualche disparità.

Il codice Ateco “È la traduzione italiana della nomenclatura delle attività economiche (NACE) creata dall’Eurostat, adattata dall’ISTAT alle caratteristiche specifiche del sistema economico italiano. Attualmente è in uso la versione ATECO 2007, entrata in vigore dal 1º gennaio 2008, che sostituisce la precedente ATECO 2002, adottata nel 2002 ad aggiornamento della ATECO 1991”.

Se ciò è vero, come è vero, appare evidente che tale classificazione crea numerose disparità dato che vi possono essere attività affini, ma con codice diverso la cui conseguenza è che una società ha accesso al “contributo ristori”, mentre l’altra rimane esclusa.

Rilevata questa criticità si evidenzia che le principali misure adottate dal Governo, oltre a quelle sopra citate, riguardano:

  • esonero del versamento dei contributi previdenziali.
  • Credito di imposta sugli affitti esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre. Il credito viene allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.
  • Cancellazione della seconda rata IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui le categorie interessate dalle restrizioni svolgono la propria attività.
  • Misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo
  • Fondi di sostegno per alcuni dei settori più colpiti.
  • Reddito di emergenza, prevista l’erogazione di ulteriori due mensilità.
  • Indennità di € 800,00 per i lavoratori del settore sportivo.
  • Sostegno allo sport dilettantistico.
  • Contributo a fondo perduto per le filiere di agricoltura e pesca.
  • Salute e sicurezza, previsto lo stanziamento dei fondi necessari per la somministrazione di 2 milioni di tamponi rapidi presso i medici di famiglia.
  • Giustizia, per l’utilizzo di collegamenti da remoto e per la semplificazione del deposito di atti, documenti e istanze.

Per i lavoratori dello spettacolo e del turismo si evidenzia che il decreto ristori prevede:

ai soggetti beneficiari dell’indennità di cui all’articolo 9 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (la cui possibilità di richiesta decade a partire decorsi 15 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Ristori), è nuovamente erogata una tantum la medesima indennità pari a 1000 euro.
Inoltre sono erogate, previa domanda entro il 30 novembre all’INPS, le seguenti indennità (non cumulabili tra loro e con il Reddito di emergenza):

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali e ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 ottobre 2020 (entrata in vigore del Decreto Ristori) e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate in tale periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI alla data di entrata in vigore del Decreto Ristori, è riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro.

È riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente seguenti requisiti: titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore Decreto Ristori di uno o piu’ contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate; titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate; non titolari di pensione o di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore Decreto Ristori.

È inoltre riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro ai seguenti lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, e che non siano titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente, o titolari di pensione:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 al 29 ottobre 2020 (entrata in vigore del Decreto Ristori), cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità, pari a 1000 euro.
Tale indennità spetta anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati dal 1 gennaio 2019 al 29 ottobre 2020, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.

Disposizioni a favore dei lavoratori sportivi

Per il mese di novembre 2020, è erogata dalla società Sport e Salute S.p.A., un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e associazioni sportive dilettantistiche, i quali, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività.
Il predetto emolumento non concorre alla formazione del reddito e non è riconosciuto ai percettori di altro reddito da lavoro, del reddito di cittadinanza, del reddito di emergenza, e cassa integrazione.Le domande, unitamente all’autocertificazione del possesso dei requisiti, devono essere presentate entro il 30 novembre 2020 tramite la piattaforma informatica alla società Sport e Salute s.p.a. che le istruisce secondo l’ordine cronologico di arrivo.
Per questo si ritiene vantaggioso inviare subito la domanda.
Ai soggetti già beneficiari per i mesi di marzo, aprile, maggio o giugno delle indennità previste dai decreti “Cura Italia”, “Rilancio” e “Agosto”, per i quali permangano i requisiti, l’indennità pari a 800 euro è erogata in automatico dalla società Sport e Salute s.p.a., senza necessità di ulteriore domanda.
Ai fini dell’erogazione automatica dell’indennità prevista dall’articolo 12 del Decreto Agosto, si considerano cessati a causa dell’emergenza epidemiologica anche tutti i rapporti di collaborazione scaduti alla data del 31 maggio 2020 e non rinnovati.