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E’ partita ieri, 8 giugno, la sperimentazione dell’app Immuni per il tracciamento dei contatti con soggetti positivi al Covid-19. Ma come decidere se scaricarla o no?

Il 30% degli italiani assolutamente non la scaricherà, un altro 30% ancora non ha deciso, un 40% sicuramente scaricherà Immuni sul suo smartphone.

Sono dati di un sondaggio del Centro di ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica di Cremona, che indaga l’impatto psicologico dell’emergenza Covid-19. “Abbiamo lavorato su un campione rappresentativo della popolazione italiana per studiare le ricadute dell’emergenza sanitaria sulle percezioni, preoccupazioni e aspettative dei nostri connazionali”, spiega Guendalina Graffigna, direttore di EngageMinds HUB, professore ordinario di Psicologia dei consumi e della salute alla Cattolica di Piacenza, nonché responsabile della ricerca.

Le ragioni potrebbero essere tutte valide o condizionate da pregiudizi, ma una valutazione sulle evidenze, sui dati, non tutti l’hanno fatta: come funziona l’app? Ci sono dei rischi reali per la privacy? Se si, quali sono i rischi? Quali i limiti? Come mi devo comportare quando ricevo una segnalazione dall’app? E così via.

Noi non abbiamo risposte anzi vorremmo sollevare domande. Vogliamo quindi fornire elementi di riflessione sia per coloro che ritengono, anche pregiudizialmente, Immuni un pericolo per i diritti e le libertà dell’individuo, sia per tutti coloro che, in maniera totalmente acritica o anche inconsapevole hanno deciso di installarla o l’hanno già fatto.

Per questo vi affido le riflessioni e considerazioni dell’avv. Stefano Nardini nel video che trovate di seguito.

Per approfondire vi segnalo alcuni link:

La Repubblica: Immuni, la scarico o no? Ecco come si decide

Agenda Digitale: Immuni, cos’è e come funziona l’app italiana coronavirus

Federprivacy: App “Immuni”: via libera del Garante privacy