Un recentissimo studio sulle imprese lombarde ha evidenziato come l’emergenza sanitaria abbia reso evidente l’esigenza di migliorare il grado di digitalizzazione *
I settori dove si è maggiormente sentita sono
– telelavoro (59,3%),
– e-commerce (9,3%)
– gestione automatizzata dei rapporti con il personale (9,3%), strettamente legata alle forme di lavoro da casa,
– sistemi integrativi di vendita/marketing (7,6%),
– software di gestione dei processi di business,
– gestione digitalizzata delle note spese del personale (3,4%),
– e-procurement (2,5%)
– tool di prenotazione viaggi (1,7%).

Lo studio ha anche evidenziato che la digitalizzazione delle imprese genera un risparmio
Una impresa su tre ha avuto un risparmio immediato che si è attestato nel 40,4% dei casi in una somma tra i 10.000 euro e i 50.000 euro, e addirittura il 2,1% delle imprese ha dichiarato risparmi per più di mezzo miliardo di euro.
E il 79% di questi risparmi è stato reinvestito in azienda, che è esattamente il concreto volano della digitalizzazione: investimenti in impianti, ricerca e sviluppo, nuovi posti di lavoro e welfare aziendale.

La digitalizzazione, ovviamente, va di pari passo con la sicurezza ed in particolare con la cybersicurezza e con il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, perché in caso contrario, non solo non si avrà un risparmio ma si correrà il rischio di perdere il patrimonio di dati aziendali, il proprio kwow how, oltre che di esser sanzionati dal Garante per violazione del GDPR e di incorrere in responsabilità in ambito lavoristico.

* Effetti della digitalizzazione sulle imprese lombarde: il 40% risparmia tra 10mila e 50mila euro all’anno. Il 79% delle imprese reinveste in azienda (fonte Il Giornale delle Pmi)